Papa: incontra detenuti Padova. Don Marco Pozza, “Quattro ergastolani gli hanno chiesto aiuto”

Francesco ieri ha invitato a Santa Marta un gruppo di detenuti del carcere di Padova

Papa: siano rimosse cause dolorosa piaga profughi-rifugiatiRoma, 7 novembre 2016 – “Ieri pomeriggio mentre eravamo in visita in alcune basiliche a Roma ci è arrivato per telefono, tramite un sacerdote, l’invito di Papa Francesco ad andare a trovarlo in Vaticano. Pensavo che fosse uno scherzo”. Così don Marco Pozza, cappellano del carcere ‘Due Palazzi’ di Padova, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche italiane, ha raccontato l’invito a sorpresa di ieri da parte di Bergoglio. Don Marco era in compagnia di un gruppo di circa quaranta persone, tra detenuti e operatori, giunto ieri a Roma in occasione del Giubileo dei Carcerati.
“Il Papa – ha proseguito don Marco Pozza – ha voluto sapere della situazione e delle condizioni nel nostro carcere. Ha voluto anche che gli raccontassimo delle belle iniziative della nostra realtà di Padova. Abbiamo visto il volto del Papa molto serio quando quattro ergastolani gli hanno chiesto aiuto. Mi ha colpito che alla fine dopo la benedizione ha ringraziato i poveri perchè gli avevano rallegrato la giornata. Il guadagno più bello è stato vedere il sorrisi sui volti di queste persone”.
“Durante la telefona – ha aggiunto don Marco – questo sacerdote mi disse che il Papa era preoccupato che prendessimo troppa acqua. Abbiamo aspettato che spiovesse e subito dopo ci siamo incamminati verso Piazza San Pietro. E nonostante la bomba d’acqua su Roma la pioggia non l’abbiamo neanche sentita. Siamo stati contenti di concludere il Giubileo nel migliore dei modi, pensando soprattutto a questi fratelli che sono partiti dalla loro angustia cella 3×2 metri sabato mattina e si sono trovati catapultati nel cuore della cristianità e di Papa Fraancesco. Il racconto di questo incontro è rimasto negli sguardi e nell’emozione dei detenuti. Dopo due minuti già lo sapevano i parenti in Africa, Grecia, Albania e in altri parti del mondo. Come dice Papa Francesco quando s’incontra Cristo è difficile tenere la gioia per sé deve essere per forza raccontata agli altri. Tutto è nato sotto il nome del Dio delle sorprese. E noi ieri siamo stati protagonisti di questa sorpresa”.

intervista di Alessandra Giacomucci

I detenuti che hanno vissuto questo incontro lo raccontano come un momento di grande intensità. Tra quanti li hanno accompagnati anche a Casa Santa Marta c’è Chiara Rampazzo, da sei anni impegnata in questo servizio volontario nel carcere.

Una commozione che ha toccato tutti quanti hanno potuto abbracciare il Papa. Tra loro anche suor Elena Callegaro.

 

Tra quanti sono saliti sull’altare domenica nella celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro c’era anche Marco Longo, diacono permanente, anche lui da sei anni impegnato nella particolare comunità che è il carcere di Padova.

 

Insomma, una giornata e un’esperienza densa. Lo conferma Nicola Boscoletto, presidente della cooperativa Giotto.

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