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Parigi, 2 mar. (askanews) – Dovrà restare collegata a delle macchine per mangiare e respirare, ma è viva: i genitori della piccola Marwa difendono davanti al consiglio di Stato francese il “diritto a vivere” della loro bambina di 15 mesi, alla quale i medici vogliono staccare la spina. Per risolvere un dilemma etico, necessariamente doloroso, è l’udienza della Corte a porte chiuse “su richiesta sia dei genitori della bambina sia dell’ospedale”. Il magistrato si esprimerà all’inizio delle prossima settimana.

L’Assistance publique-Hôpitaux de Marseille (AP-HM) contesta al decisione del tribunale amministrativo di Marsiglia che l’8 febbraio ha accolto la richiesta dei genitori di proseguire le cure per Marwa. Per il medici dell’ospedale della città sul Mediterraneo dove si trova la bambina si tratta di “ostinazione irragionevole”, per il genitori “una possibilità di sopravvivenza” per la piccola.

Il destino di Marwa è oggetto di un braccio di ferro tra medici e famiglia che va avanti da quattro mesi. La bimba è stata ricoverata all’ospedale della Timone a Marsiglia il 25 settembre scorso per un virus fulminante. Il 4 novembre, l’équipe medica ha deciso di fermare le cure e di staccare la bimba dal respiratore che la tiene in vita. I genitori, contrari, si sono rivolti a un giudice. Marwa “è cosciente, ma ha subito un deficit motorio gravissimo” e “irreversibile”, hanno scritto i medici in un rapporto al tribunale amministrativo, confermando “un danno neurologico grave e definitivo”. Condividendo il “quadro clinico estremamente negativo” dei sanitari e descrivendo una bimba “immobilizzata a letto”, tre periti individuati dal tribunale non hanno però voluto risolvere il “dilemma etico” dell’interruzione delle cure.

E’ la seconda volta che il Consiglio di Stato francese viene interpellato per una questione di questo tipo: a giugno 2014 aveva giudicato legale “la decisione medica di porre fine alle cure” di Vincent Lambert, tetraplegico in stato vegetativo la cui sorte lacera ancora la sua famiglia.

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