La Corte Europea ammette i ricorsi contro l’espulsione collettiva di cittadini sudanesi. Il Governo italiano dovrà rispondere entro il 30 marzo

BUONA LA PRIMA, giovedì 11 gennaio, alle 18.13

Giovedì 11 gennaio, a Buona la Prima

Le notizie in primo piano dell’Ansa; Luigi Contu, direttore

La prima pagina de Il Mattino di Padova e la Nuova Venezia; Paolo Cagnan, condirettore

Giuseppe Caporaso in studio per Attenti al Lupo, in onda alle 19 su TV2000

La Corte Europea ammette i ricorsi contro  l’espulsione collettiva di cittadini sudanesi. Il Governo italiano dovrà rispondere entro il 30 marzo

Sono stati dichiarati tutti ammissibili i ricorsi presentati dai cittadini sudanesi contro il Governo italiano per il respingimento collettivo che, il 24 agosto 2016, ha dato esecuzione all’accordo tra il Capo della Polizia italiana ed il suo omologo sudanese. La Corte Europea per i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (CEDU) ha comunicato formalmente i ricorsi al Governo italiano ed ha posto dei precisi quesiti volti a conoscere le modalità dell’espulsione e se siano stati rispettati i diritti e le garanzie previste dalla Convenzione europea. I ricorsi sono stati tutti depositati da avvocati dell’ASGI (associazione giuristi per l’immigrazione). Coloro che non furono rimpatriati hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale in Italia, in quanto soggetti a persecuzioni e discriminazioni nel Paese da cui provenivano;  Salvatore Fachile, avvocato Asgi

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