Manovra, Garavaglia: forte tensione ma Tria non ha voluto far cadere il governo

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Il viceministro dell’Economia a InBlu Radio: “Non festeggiamo restiamo con piedi per terra. Lasciamo deficit stabile”

Roma 28 settembre 2018. “C’è stato un momento di oggettiva tensione. Tria, dal suo punto di vista lo capisco benissimo, è molto preoccupato da quello che potrebbe succedere a fronte di questa scommessa. Però l’alternativa è peggiore: se non si fa così non regge la maggioranza in Parlamento, il governo cade e quindi si va all’instabilità”. Lo ha detto il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, sottolineando che “l’instabilità oggi verrebbe punita dai mercati 100 volte di più di una sfida sul deficit”.

“Oggi – ha aggiunto Garavaglia – non festeggiamo. Stiamo con i piedi per terra. Non c’è da festeggiare. È stata fatta una scelta di cambiare registro. Noi Milanesi siamo fatti così, più pragmatici e meno cinema. Da Monti in poi la politica economica era questa: faccio avanzo primario cioè metto tasse taglio spesa per ridurre deficit e quindi ridurre il Debito. Ma il Debito è passato da 120 a oltre 130 sul Pil. Quindi non ha funzionato quella ricetta. Non ha funzionato perché se anche tu rallenti la crescita del debito ma fai crollare il pil, (infatti siamo 27esimi su 27 paesi in Europa negli ultimi anni) il risultato è che peggiori la situazione. A fronte di questa constatazione proviamo a cambiare. Invece di proseguire su questa via, che certamente ci porta a peggiorare ulteriormente la situazione cambiamo. Lasciamo il deficit stabile. L’anno scorso era 2,4, l’anno prima 2,5. Teniamolo stabile e usiamo questa mancata diminuzione del Deficit per investire in Pil, questa è la sfida e non essere più gli ultimi su 27 paesi in Europa”.