Gilet gialli, Toni Negri: “Macron è stato modello Pd”

PIAZZA INBLU

Filosofo e co-fondatore di Potere Operaio a InBlu Radio: “Salvini dalla parte del presidente francese e Di Maio con i manifestanti. In Francia rottura rara e pesante contro la presidenza”

intervista di Chiara Placenti:

Roma, 11 dicembre 2018. “Da ieri il Pd dovrebbe essere più schivo con il modello Macron ? Questo è fuori dubbio, anche se per certe forze neoliberali da Blair in poi fino a Renzi i vari partiti democratici e social-democratici europei avevano scelto una linea neo-liberale con Macron come simbolo. Spero che questa agonia del vecchio Pci finisca e che si facciano fuori tutti i residui del Partito comunista italiano che è finito nella più terribile miseria”. Lo ha detto il filosofo, attivista, politico italiano, tra i più noti intellettuali italiani, co-fondatore e militante di Potere Operaio e Autonomia Operaia, Toni Negri, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, commentando le proteste dei gilet gialli in Francia.
“Di fatto ciò che succede in Francia – ha aggiunto Negri – lo abbiamo vissuto anche in Italia. Molti di questi comportamenti richiamano la nascita dei 5Stelle. Salvini sicuramente è dalla parte di Macron e Di Maio dalla parte della gente dei gilet gialli. Resta il fatto che le rivendicazioni in Francia sono terribilmente radicali”.
“Quella dei gilet gialli – ha analizzato Negri – è una grande protesta contro una miseria crescente che l’ordine neoliberista ha imposto a larghissimi strati della società. È un cumulo di proteste spontanee e disaffezione nei confronti delle forze politiche. La crisi non coinvolge solo Macron e il suo modo di governare ma coinvolge la costituzione della quinta Repubblica e con essa il tipo di costituzione democratica che conosciamo in Europa dal 1945 e in Francia da ben più tempo. Una delle cose più interessanti della serie di nullità che ha detto ieri sera Macron è il fatto che bisogna ricorrere non più al Parlamento ma ai sindaci come elemento di mediazione tra il potere e i sudditi. È una rivendicazione sindacale che viene ottenuta, vinta e concessa sulla base di una insurrezione popolare che non ha nulla a che vedere con i sindacati. C’è una serie di stranezze, paradossi e rovesciamenti di fronte che questa crisi che non è solo sociale ma profondamente istituzionale tocca la struttura dello Stato. Questa è una cosa che veramente solo i francesi sanno fare”.
“Il discorso del sovrano Macron – ha sottolineato Negri – è stato spernacchiato, questa è una cosa molto pesante in Francia. La rottura nei confronti del presidente è estremamente pesante e rara. C’è uno scontro tra la moltitudine di cittadini delle fasce inferiori che hanno sofferto il regime neoliberale: pensionati, disoccupati, piccoli commercianti. Tutta la fascia bassa del ceto medio è stata impoverita in modo terribile. Questo è un movimento che sta prendendo fortemente le distanze dal principio sovrano. Ieri sera ciò che è stato terribile è questa sproporzione: con una certa accondiscendenza Macron ha accettato che la crisi lo facesse parlare e i gilet gialli gli hanno risposto senza alcun rispetto”.