Etiopia, 8 vittime italiane nel disastro aereo. Sono volontari e cooperanti

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11 marzo 2019 Tra le 157 vittime del disastro aereo del Boeing 737 max dell’Ethiopian Airlines precipitato pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba, ci sono otto italiani: il noto archeologo Sebastiano Tusa, il presidente Cisp e della rete Link 2007 Paolo Dieci, tre membri dell’ong Africa tremila, tre donne impegnate per il World food programme. È il mondo del volontariato e della cooperazione e molte voci, da questo mondo, si sono levate per esprimere cordoglio. Sentiamo Gianfranco Cattai, presidente Focsiv.

Recuperate entrambe le scatole nere del vettore Boeing 737 Max Otto schiantatosi al suolo quattro minuti dopo il decollo da Addis Abeba. Una delle due è parzialmente danneggiata. Le indagini sono solo all’inizio, ma si fa avanti l’ipotesi del malfunzionamento del software di bordo. Fra le 157 vittime del volo diretto a Nairobi, otto italiani: l’assessore ai Beni culturali della Sicilia e archeologo Sebastiano Tusa, il presidente delle ong Cisp e Link 2007 Paolo Dieci, Virginia Chimenti, Maria Pilar Buzzetti e Rosemary Mumbi del World Food Programme. E ancora, tre membri dell’ong Africa Tremila, Carlo Spini, sua moglie Gabriella Vigiani e Matteo Ravasio. Il segretario delle Nazioni Unite Guterres: “Tragedia globale”. Sono 21 gli operatori di agenzie dell’Onu morti nel disastro. Nel complesso, le vittime provenivano da 35 Paesi. (Il servizio di Federica Zoja)