Il territorio parla
Umbria: non morire soli
Calabria: app beni culturali
Friuli: tampone rapido

18 gennaio 2021 Nella puntata di oggi collegamento con Daniele Morini, direttore di Umbria radio, per parlare di una campagna promossa anche dai medici cattolici dell’Umbria per portare i parenti dei malati in terapia intensiva. Definire quindi le modalità per far entrare i familiari dei malati di coronavirus all’interno dei reparti di intensiva. L’obiettivo dell’idea non è tanto o solo quello dell’assistenza dei familiari, ma quello del supporto e della vicinanza in momenti difficili della degenza e spesso anche nell’accompagnamento alla morte. Il tema in questi giorni sta crescendo e varie istituzioni e organizzazioni si cominciano a interessare alla questione, sulla scorta di rare esperienze “pilota” (ad esempio all’ospedale Cisanello di Pisa). Il senso lo spiega Lucio Patoia, primario medicina interna dell’ospedale di Foligno. Nella seconda parte, collegamento con Michela Curcio, di Radio Jobel, Cosenza, per parlare dell’Università della Calabria, che è capofila di un progetto di studio e preservazione delle scogliere coralligene nel Mediterraneo ed ha lavorato alla creazione di una app per la fruizione dei beni culturali sul territorio. L’ateneo infatti è tra i partner di uno studio che ha ottenuto i finanziamenti del Fondo integrativo speciale per la Ricerca (FISR) per l’analisi e la preservazione delle scogliere coralligene presenti nel Mediterraneo. In chiusura collegamento con Alvise Renier di Radio Spazio 103, Udine. Dalla città friulana arriva la notizia che Biofarma, azienda con sede nella regione, ha sviluppato un test salivare che potrebbe sostituire il tampone. La sperimentazione del prodotto è arrivata alle fase finali, la produzione dovrebbe partire a fine mese. I vantaggi del nuovo test ce li spiega il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. Inoltre, sulla questione vino – Brexit, i produttori friulani sono preoccupati per la concorrenza di prodotti sudamericani e sudafricani, più economici di quelli italiani ma non certificati e di qualità più bassa. Le parole di Marco Malison, responsabile del settore vitivinicolo della Coldiretti del FVG

 

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