La Biblioteca di Gerusalemme
Ramin Jahanbegloo “La disobbedienza consapevole”

6 giugno 2021

Attraverso la sua riflessione, l’iraniano Ramin Jahanbegloo, oggi naturalizzato canadese, ci offre una prospettiva sulla disubbidienza come strumento politico diversa da quella a cui siamo abituati. In particolare il filosofo analizza le due categorie di attività politica non violenta che individua e che definisce di principio e pragmatica. La prima è caratterizzata dalla convinzione che ogni attività trasforma colui che la pone in essere. Se la politica è indirizzata alla creazione di una società migliore e più giusta, i mezzi e le forme impiegati in vista del raggiungimento di questo obiettivo devono essere buoni e giusti, così da migliorare per primi coloro che se ne servono. La non violenza pragmatica è invece quella che considera più utile una lotta posta in essere con questa forma, fino a sviluppare una vera e propria teoria della lotta politica non violenta, capace di esaltarne i pregi empirici, senza coinvolgimenti ideologici nelle modalità operative. Interessante l’elenco dei teorici della non violenza maggiormente considerati da Jahanbegloo, molti dei quali provenienti dalla cultura occidentale: Gandhi, Tolstoj, Martin Luther King, Thoreau, Desmon Tutu, Merton.