Il territorio parla
Umbria: appello familiari vittime pro ergastolo ostativo; Sicilia: le speculazioni sulla scomparsa di Denise; Alessandria, passa mozione no deposito rifiuti radioattivi

19 aprile 2021 – Il primo collegamento de Il Territorio parla, condotto da Federica Margaritora, dal lunedì al venerdì alle 16.20, è con Fabio Luccioli, Radio Gente Umbra, per parlare di ergastolo ostativo. Dall’Umbria un appello in difesa della misura da parte dei familiari delle vittime. Negli scorsi giorni la Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità dell’ergastolo ostativo. Il Parlamento avrà un anno di tempo (maggio 2022) per approvare una legge, altrimenti la norma verrà abolita. Un pronunciamento che ha sollevato critiche da molte parti. Una di queste arriva dall’Umbria, terza regione d’Italia per numero di detenuti (106) sottoposti al 41-bis dopo Abruzzo e Piemonte. Nel carcere di Spoleto ci sono 80 detenuti al 41-bis, 26 quelli a Terni. Parla di “duro colpo alla democrazia” Pippo Di Vita, presidente del Celm (Comitato europeo per la legalità e la memoria) che ha sede a Foligno e a Palermo. Pippo Di Vita ha avuto un’esperienza diretta con la mafia, visto che Masino Spadaro fu il mandante dell’omicidio di suo suocero ed è stato rinchiuso nel carcere di Perugia fino al giorno della sua morte, nel 2019. Nelle scorse settimane il Celm ha inviato una lettera contro la libertà condizionale ai boss mafiosi finiti all’ergastolo, indirizzandola al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, alla Corte Costituzionale e a tutte le forze politiche italiane. Le parole di Di Vita.
Il secondo collegamento è con Gabriella Ruiz, di Radio Spazio Noi, Palermo, per parlare di Denise Pipitone, oltre l’ennesima falsa pista. La scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta a Mazara del Vallo (Tp), risale al 1°settembre 2004. E’ stata vista l’ultima volta in tarda mattinata mentre giocava nel garage cucina con la nonna, che stava preparando il pranzo. La piccola si era accorta della presenza del cuginetto, gli era corsa dietro ma il cuginetto non l’ha vista. Da quel momento il buio. Sono trascorsi 17 anni e la domanda è sempre la stessa: cosa è successo alla bambina? E, o chi l’ha portata via? Si è tornato a parlare del caso dopo la vicenda mediatica legata ad Olesya Rostova, la ragazza russa che cercava le proprie origini attraverso la trasmissione TV ” Lasciali Parlare” ed affermava in TV di essere stata rapita da bambina. Dopo le opportune verifiche e le richieste inoltrate dall’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della mamma di Denise, Piera Maggio, si è appurato che non si tratta di Denise. Le parole di Frazzitta, che parla della bagarre mediatica alimentata dalla TV russa che ha speculato su un caso così doloroso per fare spettacolo ed audience.
Il terzo collegamento è con Luca Sturla, di Radio PNR, Alessandria, e con Riccardo Molinari, deputato (Lega).
Approvata alla Camera la mozione per escludere le zone tutelate dall’Unesco e quelle con agricoltura di pregio dalle aree individuate per il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Il territorio della provincia di Alessandria ha ottenuto la prima vittoria per il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. A larghissima maggioranza, infatti, è stata approvata la mozione presentata dagli onorevoli Riccardo Molinari (Lega) e Federico Fornaro (Liberi e Uguali) che chiedeva di escludere dalle aree individuate quelle sotto la tutela dell’Unesco e quelle caratterizzate da agricoltura di pregio. “La Mozione Unica sull’individuazione del sito per il Deposito nazionale scorie radioattive – sottolinea Riccardo Molinari – rappresenta un significativo passo in avanti in materia, in termini di vincoli e di trasparenza”. “L’individuazione di un unico sito per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari – dichiara, invece, Federico Fornaro – crea allarme ed è stato quindi corretto ampliare i tempi per le osservazioni dei comuni e delle associazioni. Abbiamo proposto che tra i criteri per l’individuazione definitiva sia inserito un dato oggettivo: l’indice di pressione ambientale nel raggio di 20 km dal sito. Così come è giusto escludere dai siti idonei quelli con aree agricole di qualità, le aree Unesco con le relative buffer zone”.

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