Il Territorio parla
Toscana, maltempo: proclamato stato di emergenza; Ambiente: a Monopoli i cattolici discutono di sostenibilità; FVG: 21 comuni al voto più Trieste e Pordenone

28 settembre 2021

Il primo collegamento è con Radio Toscana, Giovanni Ciappelli. Fine settimana caratterizzato da una violenta ondata di maltempo in Toscana: il presidente della Regione Giani ieri ha decretato lo stato di emergenza regionale dopo che temporali, grandinate e venti arrivati fino a 140 km/h hanno colpito soprattutto domenica pomeriggio la costa nord ovest e le aree interne della regione. Fortunatamente non ci sono state conseguenze per le persone ma il conto dei danni è particolarmente alto. Le parole di Bernardo Mazzanti, responsabile Protezione Civile della Toscana. Le precipitazioni hanno causato disagi anche nelle piccole frazioni di montagna, in particolare nelle province di Massa-Carrara e Lucca: oltre alle difficoltà per la popolazione il fenomeno ha riportato in evidenza per l’ennesima volta la questione della cura del territorio. Le preoccupazioni di Caterina Campani, sindaca di Barga (Lu).

Il secondo collegamento è con Annamaria Pellegrini, radio Amicizia Conversano, e con Don Antonio Panico, direttore Lumsa, vicario per la pastorale sociale e ambientale della diocesi di Taranto.

A Milano oggi la Youth4Climate, conferenza dei giovani sul clima organizzata dal governo italiano come evento introduttivo alla Pre-Cop26, riunione dei ministri dell’Ambiente in vista della Cop26, conferenza annuale dell’Onu in programma a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre. Quattrocento giovani, due per ciascuno dei 197 paesi dell’Onu, discutono con esperti su tutti gli aspetti della crisi climatica. L’ambiente è anche al centro delle preoccupazioni della Chiesa e stasera a Monopoli, in vista della 49a Settimana sociale, a fine ottobre a Taranto, si parlerà di come rendere sostenibile il nostro pianeta e se è un obiettivo raggiungibile al cento per cento.

Il terzo collegamento è con Radio Spazio 103, Udine, Alvise Renier

Elezioni amministrative. In Friuli (quindi ex provincia di Udine) sono 21 i comuni al voto, tutti di piccole dimensioni (soltanto uno, Latisana, supera i 10 mila abitanti). In ben 5 di questi comuni c’è un solo candidato. Ci sono previsioni di scarsa partecipazione e quindi c’è il rischio per la rappresentanza. Le parole di Luca Grion, direttore della Scuola di politica ed etica sociale dell’Arcidiocesi di Udine, che spiega anche le diverse le sfide sociali che i candidati sindaco dovranno affrontare nei mesi a venire. In regione si va al voto anche in due grandi centri: Pordenone e Trieste.

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